
San Francesco nel deserto, dipinto circa 1480, di olio su tavola, è un dipinto rinascimentale, molto religioso e spirituale. L’artista era Giovanni Bellini, un cittadino della Repubblica di Venezia. È esibito alla Frick da quando 1915, quando è stato acquistato da Henry Clay Frick (Cocktails with a Curator). Non molto è conosciuto della storia del dipinto. È sconosciuto per chi o perché il dipinto era stato creato, ma forse per una pala d’altare, privato o pubblico, e la sua prima apparizione in una lista dei dipinti delle case private a Venezia nel 1525 (Cocktails with a Curator).

Il dipinto è mostra alla Frick, diritti d’autore della foto: https://www.nytimes.com/2011/06/10/arts/design/bellinis-st-francis-in-the-desert-at-the-frick.html
San Francesco nel deserto è una scena naturale. L’opera dipinge Francesco d’Assisi emergendo da una grotta. Sta al cento del dipinto, circondato dalle falesie rocciose. Franceso è trafigge con meraviglia di qualcosa sconosciuto, a braccia aperte. Sta a bocca aperta e con gli occhi aperti. È vestito di una roba marrone nello stile di un monaco. Quasi impercettibile sono le due piccole ferite sui palmi delle mani. Queste sono le stigmate.
All’ingresso della grotta c’è un leggio, in cima si vede un libro, forse una Bibbia. Sotto il leggio. ci sono i sandali. Un teschio è posto sinistramente sopra il libro. L’unico altro oggetto animato vicino a lui è un vaso. Una porta di rami, con sarmenti di piante crescendo da loro, blocca l’interiore scuro.
Ci sono vari animali nella scena. Un asino è solo su un’altra falesia. Davanti, c’è un uccello, che si appollaia sul bordo della falesia e guarda sul terreno. Una lepre spunta da una cavità dei mattoni accanto a Francesco. Un gregge di pecore è curato da un pastore che è l’unica altra persona nel dipinto oltre a Francesco.
Nell’angolo in basso a sinistra c’è una firma su un cartellino, posto sui rami, su cui è scritto “IOANNES BELLINVS”, la firma di Bellini.

La più antica raffigurazione sopravvissuta di San Francesco, dipinta tra il 1228 e il 1229.
Francesco d’Assisi è un santo patrono di Italia e il fondatore dell’Ordine Francescano. È nato nel 1182. Era il figlio di un mercante prominente e ricco, e viveva una vita generosa prima di circa 1202, quando diventava disilluso con i beni temporali e badava ai poveri e malati (Killcoyne e Philip, 124). Killcoyne e Philip (124) raccontano come ha raggiunto tanta povertà da essere scalzo. i seguaci si affollarono a lui (Killcoyne e Philip, 124).
Era un convinto amante degli animali e credeva che fossero anche delle perfette creazioni di Dio. Le storie mostrano che questo amore è stato restituito, con conigli selvatici che correvano verso di lui per protezione (Killcoyne e Philip, 125). Francesco vide la mano di Dio non solo nella natura e negli animali, ma anche nei malati e nei poveri, di solito emarginati dalla società (Sweeney, para. 1). Ha scritto molte poesie.
Secondo Sweeney (para 5), i santi sono raffigurati nel montagne spesso rappresentare Gesù nel deserto. Però, San Francesco in realtà è andato al Monte della Verna e mentre digiuno sulla montagna, aveva una visione e riceveva le stigmate (Killcoyne e Philip, 125) che è raffigurato nel dipinto di Bellini. San Francesco è morto nel 1226 e subito dopo è diventato un santo.
È importante notare non solo che è visibile nel dipinto, ma anche che non può essere visto. Non sappiamo cosa San Francesco sta guardando. Le sue stigmate sono visibile, ma non sono al centro del dipinto, e sono facile perdere. È più importante vedere cosa Francesco sta vedendo.

Appena visibile è le stigmate 
In altre rappresentazioni di San Francesco ci sono le figure personificazione di Dio, come l’affresco di Giotto con Cristo come un serafino dando le ferite a Francesco (Sweeney, para 13). Però nel dipinto di Bellini, Dio non è mostrato in modo esplicito. Si può presumere che Francesco guarda a una entità divina che è fuori dalla vista dell’osservatore.
-
Stigmate di san Francesco di Giotto, immagine da https://www.louvre.fr/en/oeuvre-notices/st-francis-assisi-receiving-stigmata
Dio potrebbe anche essere visto in altri modi. Una credenza di Francesco era che Dio esiste in tutti gli esseri viventi. I numerosi animali e la natura a giro Francesco sono simbolici di Dio.
La combinazione di colori è toni alla terra, marrone, rosso, giallo, verde scuro, che sottolinea l’importanza della natura nel dipinto e per San Francesco. Però, la natura mostrata non è fiorente. Il paesaggio è sterile, l’erba è marrone, gli alberi non hanno molte foglie. È come se tutto fosse morto dopo un inverno. Il teschio è anche un ricordo della morte. Comunque, San Francesco è allontanato dal teschio, forse significa che la morte è dietro di lui. Ci sono animali vivi in ogni luogo, le foglie sugli alberi sono verdi e sane, e in basso a sinistra scorre l’acqua, per riempire. È come se la natura sta ritornando alla vita.

Il teschio sul leggio 
L’acqua porta vita
Il dipinto mostra molte cose che indicano l’umiltà di Francesco. È scalzo, un riferimento alle storie di Francesco predica la povertà, senza ha scarpe. Questa rappresentazione ricorda allo spettatore il suo voto di povertà.
Il dipinto di Bellini non è solo una rappresentazione per San Francesco, ma un tributo e un’allegoria per le sue credenze. Incorpora tutte le cose per cui è noto, la sua gentilezza verso gli animali, il suo voto di povertà. Dopo tutto, è la visione di San Francesco.
Bibliografia
“Cocktails with a Curator: Bellini’s ‘St. Francis in the Desert’”. Youtube, caricato da La Frick Collection, 10 Aprile 2020, https://www.youtube.com/watch?v=YD8KxM1Ia9c&t=1s
Saint Francis of Assisi, The 100 Most Influential Religious Leaders of All Time, in cura da Hope Killcoyne e Philip Wolny, Rosen Publishing Group, 2016. ProQuest Ebook Central, https://ebookcentral.proquest.com/lib/huntercollege-ebooks/detail.action?docID=4573444.
Sweeney, Jon M. “INTO THE DESERT.” America, vol. 205, no. 14, 7 Nov. 2011, p. 40+. Gale In Context: Biography, https://link-gale.com.proxy.wexler.hunter.cuny.edu/apps/doc/A272519374/BIC?u=cuny_hunter&sid=BIC&xid=645a3bca. Accessed 18 May 2020.































